Archive for Agosto, 2003

posted by ginoperso on Ago 29

Il ginoperso vagava per il borgo in scatola cercando una nuova abitazione.

Voleva rapir luce dalle finestre, avere una stanza in cui intrappolare il sole
e poi tavoli su cui disegnare
e poi una cucina per inventar cene e sfamar amici.

E vicini silenti.

Il gino perso cercava un’abitazione da cui scorgere il mare e ascoltarne l’ondeggiare, oppure una da cui ammirare il verde degli alberi e avventurarsi in boschi cinguettanti.

Pensava di fuggir da ‘sto borgo trascurato che gli pareva ogni giorno chiudersi un po’ di più e stritolarlo nella sua spirale di vicoli, di strade pisciose intasate d’auto. Quelle vie che violentavano il silenzio sovrastandolo a colpi di clacson e di tosse asmatica.

E smarriva così le sue giornate per l’agenzie e gli annunci.

posted by ginoperso on Ago 29

Il ginoperso odiava svegliarsi al mattino con il collo sudato, la schiena calda.

Avvolto dal calore, era come se fosse rimasto accartocciato nel suo letto e con fatica dovesse ristabilire la sua usuale postura.

Le palpebre cadevan giù come ghigliottine e i suoi occhi si perdevano in un alternarsi di veglia e visioni di sogno.

Allora le sue orecchie si riempivano di niente, morbide non udivano niente se non il mondo in lontananza come dal fondo di un abisso.

Le gambe venivan percorse da un fremito lento e rilassante che toglieva loro la forza e l’idea di camminare.

Il gino perso lottava disperatamente con il giorno che lo chiamava e la notte che non voleva abbandonarlo.

In quel momento ebbe la sensazione chiara di aver fatto già l’abitudine ad averla accanto al risveglio.

posted by ginoperso on Ago 29

“Molte delle cose belle non hanno un nome,
forse perché sono poco frequentate”.

Questo pensava il ginoperso odorando l’aria intorno mentre staccava i pomodori dalle piante.

E di quel profumo non esisteva il nome.

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