posted by ginoperso on Feb 29
Il vento spazzava via i ricordi.
Il ginoperso passeggiava per il borgo striminzito ed un vento travolgente soffiava già da un paio di giorni.
Si vedevano volare signore anziane, giornali appena usciti, tavolini di plastica del circolino Arci della piazza principale, lenzuola che eran state messe ad asciugare.
Il ginoperso se ne stava allora ancorato, i piedi ben saldi a terra e pensava pensieri concreti.
Si, perché se avesse pensato voli fantastici in quei giorni di vento terribile, sarebbe stato spazzato via come un bianco sacchino della Coop.
posted by ginoperso on Feb 29
Il ginoperso guardava la neve lentamente ondulare.
L’aria fredda del borgo microbico odorava forte di legna arsa e i camini segnalavano la loro presenza con scuri spruzzi di fumo sul cielo pallido. Cielo pallido, il cielo gonfio di neve, come se le nuvole fossero già piene di fiocchi pronti a scendere giù sul mondo per ricoprirlo e, magari, per rinnovarlo.
Era dal primo mattino che i fiocchi ondeggiavano nella valle come se lassù qualcuno avesse fatto cadere il suo bicchierone pieno di pop corn.
Il ginoperso amava uscire durante le nevicate, ascoltare lo scropiccìo dei passi sul bianco manto, guardare i batuffoli posarsi sulle sue spalle.
E amava il silenzio che portavan le nevicate, come se tutto s’attutisse e il manto candido dei fiocchi ricoprisse davvero ogni cosa e alterasse ogni sensazione.
Anche le città smettevano di ringhiare durante le nevicate, il rumore delle automobili diventava più simile a quello delle slitte e la gente, per colpa forse del freddo, si zittiva d’improvviso.
Ogni discorso fatto fuori in strada s’interrompeva e tutti si sforzavano di ascoltare la flebile voce dei fiocchi, che parla di silenzio, rinascita, di pace e pacatezza. La voce flebile che annuncia già lo sciogliersi del manto, che invita già all’attesa della primavera.
Ecco, scendendo in strada durante le nevicate, il ginoperso si sentiva come vestito d’un bianco mantello e con quello sulle spalle avrebbe camminato ad ogni ora del giorno e della notte.
“Benedette sian le nevicate che ricopron le città brutte, che imbiancano illuminandole le città grigie”.