posted by ginoperso on Set 29
Il ginoperso inseguiva una farfalla nera come la notte.
La inseguiva di giorno, quand’era possibile vederla, prima che si mimetizzasse con l’oscurità . Una farfalla belissima dalle grandi ali disegnate di trame monocrome.
Aveva il viso chiaro e gl’occhi languidi sopra due labbra rosse e umide: e si faceva afferrare volentieri da lui quando, esausti, si fermavano al tavolino d’un bar per un aperitivo.
V.
posted by ginoperso on Set 29
il ginoperso frescheggiava
all’ombra delle colate verdi chiare di un salice piangente.
“Cupola ventilata di ristoro! Cappello verde a proteggermi dal sole di luglio!
Ombrello di vegetali dreadlock, albero di chioma rastafari!
Rinfrescami ancora! Non lasciare passare il sole che cuoce. Ristorami albero capellone, albero dalle mille dita pendule!
Fa vincere l’ombra ancora e ancora!
Sconfiggi il sole proprio nella sua migliore performance: l’estate torrida.
Resisti, ch’anch’io resisto!”.
E, seduto, le gambe distese, s’addormentò nella culla ombrosa mentre la filodiffusione era sintonizzata sul suono d’un vento gentile.