posted by ginoperso on Mag 31
Il ginoperso appannava il vetro della finestra con il respiro, mentre guardava la neve cadere sul bosco, come zucchero vanigliato dal setaccio.
Il borgo, silenzioso come un morto nella bara, si rannicchiava ancora di più per difendersi dal freddo e, contraendosi, quasi scompariva sotto la coperta candida della nevicata.
Il bosco pigolava nella notte, tutti i passeri al freddo, i rumori dei rami spezzati per il peso della neve animava il silenzio. Si chiedeva il gino quale coperta avrebbe riscaldato tutti quegli uccellini impreparati, singhiozzanti adesso in cinguetttii isterici.
La notte intanto continuava a crepitare di improvvisi rumori, come di lenti passi tra gli alberi.
Era l’inverno che avanzava con i suoi piedi pesanti.
(gennaio 2006)