Archive for Settembre, 2007

posted by ginoperso on Set 13

marangoni 01
marangoni 02

posted by ginoperso on Set 11

Il ginoperso s’affaticava lento per le vie grigie della Roma anni sessanta.


“Asfalto monocromo come visto in telefunken biancoenero,
pavimento sporco e scuro, rugoso bitume,
crosta grigia d’umana fattura,
assassina d’erbe,
strangolatrice di radici antiche,
screpolata come vecchia pelle d’elefante,
infame e artificioso fango secco,
falsa pietra,
calda liquirizia putrefatta dal sole d’agosto,
ti calpesto con disprezzo e sogno pratini concilianti al tuo posto,
almeno selvaggi e indisciplinati alberi di fico,
sporco marciapiede da scarpe di gomma!”.
Era finito il tempo dei viandanti e dei pellegrini,, finito il tempo in cui si andava su vecchi sandali di cuoio e legno, in cui il piede scalzo si liberava in balzi e non si insudiciava di nero catrame.
Finito era il tempo dei lastricati, delle pietre e degli sterri, come coperta inevitabile l’asfalto si era disteso sul mondo intero, amico fraterno del cemento, impestando l’aria dei giorni solatii d’estate quando il caldo lo fa ribollire e ne stura i miasmi maledetti, d’aria scura e bruciata, rivelandone alfine la provenienza da officina infernale.
Il ginoperso passeggiava sulla crosta mai liscia del marciapiede in attesa dell’incontro felice con il mosaico incerto dei sanpietrini, pavimento secolare e amato, di pietra dura ridotta da braccia forti in pasticche per giganti dai denti buoni.
Roma s’infittiva allora di voci straniere e cosce arrossate, di cappelli per il sole e ombrellini come segnali, mostrandosi nel suo vestito migliore, quello di quando l’asfalto non c’era e anche solo immaginarlo era tema d’esorcismo, come il vomito scuro e incandescente del più truce diavolo degli inferi.
“Quando fu – si domandava il ginoperso – che l’uomo volse le spalle ai prati divini per stendere ‘sti terrifici asfalti? Maledetto quel giorno!”, un giorno qualunque del secolo infernale appena trascorso.

Palm-Sunset Wordpress theme by
Key West Blog