posted by ginoperso on Giu 5

Il ginoperso stordito vagava nella notte scura.

Densa s’avvolgeva l’oscurità intorno a lui e i suoi passi risuonavano nelle strade sgombre. Come per un coprifuoco le strade eran deserte, le finestre buie, ogni luce spenta e fredda.

Ognuno si concedeva il sonno riposante per poi ricominciare a vivere al mattino, incalzato dal ringhio della città. Il gino perso si smarriva per il suo borgo minuscolo per cercar voci vivaci, sguardi amici, baci e bevute.

Sapeva dove cercare.
Ma eran rimasti in pochi, ché gli altri ad ogni alba eran chiamati da una vita rincoglionita a cui donavan le giornate, poi a dare il sangue per vivere stupide serate e stordenti ferie.

Il gino perso vagava ai margini della propria vita. Senza soluzione…

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