posted by ginoperso on Mag 29

Il ginoperso stava sotto la fitta nevicata viola

di un antico glicine.

Fiore cittadino, arbusto abbarbicato tra mura crepate e balconi trecenteschi,
colata lavica da vulcanica terrazza,
gazebo di colorata vertigine, uva per gli occhi,
profumata collana primaverile per medicei palazzi decaduti,
stava lì a farsi rimirare, come una donna dalle belle grazie.

Grappoli di fiori teneri, appetitosi allo sguardo,
il ginoperso voleva quasi mangiarselo quel glicine
e portarsi dentro per sempre lo spettacolo meraviglioso del suo colore.

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